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Progetto di Tesi

Applicazioni

Ecco alcune applicazioni che collocano i post in alcuni ambienti urbani, coerenti con la forma geometrica di riferimento

All’interno del progetto è stato inoltre sviluppato un livello interattivo in realtà aumentata. Inquadrando i poster con il telefono, tramite l’applicazione Aria Platform (applicazione privata con cui è stata avviata una collaborazione per la realizzazione del progetto), i manifesti si attivano e sbloccano contenuti animati direttamente sul dispositivo mobile.

Ogni poster apre una propria animazione dedicata, sviluppata in motion design con software come Adobe After Effects, in cui le forme geometriche primarie vengono reinterpretate e animate. Le animazioni mostrano l’evoluzione delle figure e delle composizioni visive, trasformando il contenuto statico del poster in un’esperienza dinamica e immersiva, in cui le forme prendono movimento e si espandono nello spazio digitale.

Quadrato, Cerchio e Triangolo

Le tre forme geometriche primarie sono il punto di partenza di questo progetto di tesi, un omaggio a Bruno Munari e alla sua ricerca sul linguaggio visivo essenziale. Il lavoro nasce dall’incontro tra design grafico statico e motion design, due discipline che condividono gli stessi principi compositivi ma si esprimono attraverso linguaggi differenti.

I tre poster rappresentano quadrato, cerchio e triangolo attraverso composizioni in bianco e nero. Nella parte superiore di ciascun manifesto compare la descrizione che Munari attribuiva a queste forme, creando un legame diretto con il suo pensiero progettuale.

Gli elementi visivi sono uniti da una spirale che riprende la forma protagonista di ogni poster. A sinistra è presente una fotografia storica recuperata durante una ricerca d’archivio a Firenze; a destra, la sua reinterpretazione generata tramite intelligenza artificiale. Al momento della realizzazione del progetto, le tecnologie generative producevano immagini ancora caratterizzate da forme più astratte e imprevedibili rispetto a quelle odierne.

Il confronto tra le due immagini diventa una riflessione sul rapporto tra passato e futuro, memoria e innovazione. Sebbene nate da processi differenti, entrambe sono uniche: la fotografia analogica perché cattura un istante irripetibile della realtà, l’immagine generata perché è il risultato di una specifica combinazione di dati, algoritmi e condizioni tecnologiche. Entrambe raccontano il proprio tempo, diventando testimonianze di due diverse forme di produzione dell’immagine.

RECAPITI

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